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Processo ai No Tav. “Una coltre di gas” sui manifestanti inermi

Continua la trafila di testimoni a difesa che ribadiscono le ragioni dei dimostranti e l'attacco violento e premeditato della polizia a una manifestazione iniziata pacificamente.

di Fabrizio Salmoni

Sparavano a tutto quello che si muoveva – ricorda il teste – Ho visto sparare dritto addosso a un fotografo. I proiettili di gas arrivavano anchemodena2-300k dagli elicotteri...” Queste le parole di Enrico Semprini, un solidale venuto da Modena per manifestare contro lo sgombero del 27 Giugno e contro il Tav. Era una “coltre di gas” il terreno della Val Clarea quel 3 Luglio 2011 e quasi non si riusciva ad avvicinarsi alle reti. E’ una descrizione che rende l’idea della violenza messa in campo dalla Questura quel giorno.

I lacrimogeni venivano sparati direttamente sulla gente” ribadisce Baldassare Marceca, all’epoca vicepresidente della Comunità Montana.

Ma ce n’è anche per il 27 Giugno: è Giuliana Pognant che produce fotografie scattate da lei stessa dalla strada dell’Avanà in cui si capisce chiaramente la successione degli eventi: subito gas e immediata fuga dei manifestanti che non reagiscono. Rinaudo tenta di opporsi perchè “il 27 Giugno non è nel capitolato del teste” ma ormai è fatta e le fotografie acquisite.

Il quadro è ormai chiaro da tempo: in entrambe le giornate c’è stato un attacco sproporzionato alla situazione su gente inerme che ha inevitabilmente reagito con energia mettendo quasi in crisi il dispositivo di sicurezza predisposto con più di duemila agenti di tutte le armi, mezzi a terra e in aria. Quel che si dice: mai stuzzicare l’orso che dorme. E’ la reazione della gente che è sotto processo, è la versione di partiti, media asserviti e Questura ad essere congiudice2-300ktraddetta.

Rimangono ancora una quarantina di testimoni da ascoltare poi, presumibilmente a settembre la sentenza che se non farà giustizia, come probabile, farà senz’altro la storia dei giorni dell’alta marea della protesta popolare.

Prossima udienza il 3 Giugno, quasi sovrapposta alla seconda udienza del processo per terrorismo prevista il 6 Giugno. Un affollamento di processi contro i No Tav che non accenna a diradarsi.

(F.S. 27.5.2014)